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Lanciano (IPA: [lan_tja:no] Langiàne in lancianese) è un comune Italiano di 35’000 abitanti della provincia di Chieti, in Abruzzo, centro più importante della Val di Sangro e meta di pellegrinaggi grazie al suo miracolo eucaristico.

 

 

 

Città di antica tradizione, tra la Maiella e il Mare Adriatico, distesa su colline dolcemente degradanti verso la valle del Sangro, Lanciano è il naturale punto di convergenza e capoluogo del Comprensorio Sangro-Aventino. 

Il territorio del comune si estende per 66 km², esso è composto prevalentemente da colline, ma comprende anche un'importante parte pianeggiante nella val di sangro La sua altimetria varia dai 33 m slm fino ai 410 m slm, il centro cittadino è situato a 265 m slm (rilevati in Piazza del Plebiscito, davanti al Municipio).

 

La parte più antica di Lanciano, distinta in quattro quartieri storici, si è sviluppata su tre colli piuttosto erti, colle Erminio dove sorge il quartiere più antico Lancianovecchia; colle Petroso dove sorge il quartiere Borgo e colle Selva sede dei quartieri Sacca e Villanova (oggi chiamata Civitanova).

Subito a nord di questi si trova la valle del Feltrino, ampia e profonda, che tuttora rappresenta il confine settentrionale dell'abitato.

A sud, invece, una stretta vallata (oggi parzialmente interrata) separa il centro storico dall'area pianeggiante, su cui è stato edificata la parte moderna della città nel primo Novecento.

Nel secondo dopoguerra la crescita dell'abitato si è mossa verso est (Via del Mare) e verso ovest (Viale Cappuccini), lungo il vecchio tracciato della SS 84 Frentana.

Negli anni 80 è nato il quartiere Santa Rita (ex 167) che con i suoi oltre 9.000 abitanti è il quartiere più popoloso della città e che continua la sua crescita demografica nonostante il calo di residenti della città stessa. Le attuali direttrici di espansione seguono le vie di comunicazione più importanti per l'accesso alla città: la SP ex SS 524 Lanciano-Fossacesia (verso la città di Fossacesia), la SP82 (verso la città di San Vito Chietini e la A14).

 

 

 

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. I risultati delle indagini archeologiche testimoniano la presenza di un abitato Neolitico e i più recenti scavi nel Centro Antico hanno messo in luce i resti della Città di Anxanum: una grande struttura abitativa databile al XII sec. a.C.; un insediamento, quindi, tra i più antichi d'Abruzzo. 

Fu capoluogo dei Frentani, municipio ed emporium romano e individuata come stazione della Via Frentana nella carta delle strade militari dell'impero Romano d'Occidente ideata da Giulio Cesare e riprodotta da Corrado Peuntinger.

 

 

Successivamente capoluogo di distretto durante il Regno delle Due Sicilie, ebbe il titolo di città Baronessa nel 1212 per volere di Federico II di Svevia.

Tra il XIII e il XV secolo Lanciano raggiunge il suo massimo splendore sia per la produzione architettonica che per l'economia derivante dallo sviluppo delle Fiere, che si tenevano in maggio e settembre e dove si incontravano mercanti di tutto il mondo conosciuto.

Per far rispettare le leggi e il libero mercato di queste fiere nel 1304 Re Carlo II D’Angio istituisce la figura del Mastrogiurato, al quale la città consegna, durante le fiere, le chiavi della città e il potere giudiziario ed esecutivo.

 

 

 

Nella Chiesa del Santuario di S. Francesco si custodisce il primo Miracolo Eucaristico che la storia della Chiesa Cattolica ricordi, avvenuto nel secolo VIII. Il Sangue e la Carne appartengono allo stesso gruppo sanguigno AB e quindi alla medesima persona, la straordinarietà del Miracolo è suffragata quindi da analisi chimico-fisiche che non lasciano spazio a dubbi sulla autenticità dell'Evento. 

Nel 1515 Papa Leone X crea, su sollecitazione della cittadinanza, la Diocesi Lancianese eleggendo come primo vescovo Angelo Maccafini. Dopo varie vicissitudini e litigi con la diocesi vicina di Chieti, il 23 marzo 1562 il Papa Pio IV con una bolla eleggeva Lanciano ad Arcidiocesi, che in seguito condividerà con la città di Ortona, una volta nemica.

Tra i vescovi più amati dalla città si ricorda Mon. Paolo Tasso, vissuto intorno alla fine del 1500, uomo di grande spiritualità ma anche di grande fattività, a lui si fa risalire la tradizione solo lancianese della “Squilla”. La sera della antivigilia di Natale in ricordo del viaggio della famiglia di Giuseppe e Maria a Betlemme si effettua un pellegrinaggio dalla cattedrale alla chiesa della Conicella sita nella frazione Villa Iconicella, accompagnata dal suono di una campana posta sulla centrale torre civica. Lo spirito di questa festa è nella unione della famiglia, difatti ci si riunisce davanti il focolare della persona più anziana e dopo aver ricordato i cari defunti si cena insieme con diverse pietanze tipicamente delle festività natalizie.

 

Nel XVII sec. la dominazione spagnola mette la nostra città a dura prova, per causa di gabelle e dazi sempre più pesanti, l’industria cittadina e le famosissime fiere subiscono una inflessione, perfino i privilegi goduti da più di 5 secoli, vengono via via cancellati fino ad arrivare nel 1639, quando la città viene venduta per fare cassa dal Vicerè Ias Torres Marchese di Medina al Duca di Castro Alessandro Pallavicini per 56'600 ducati. Successivamente venduta al Marchese D’Avalos di Vasto.

La citta non perse mai la sua fierezza e la sua originale voglia di libertà, nonostante fosse assogettata ad altri, continuo a combattere per far valere sempre le sue rivendicazioni e per tornare ai fasti di un tempo, riportando in auge le fiere e valorizzando una forte agricoltura.

L’Europa comincia a parlare di rivoluzioni e anche la nostra Lanciano partecipa attivamente al vento nuovo, dividendosi in chi era a favore delle idee democratiche e in conservatori che con alterne vicende prendono il sopravvento sulle abitudini della città. Anche nel nuovo regno d’Italia la città si divide tra i borghesi favorevoli all’annessione e le agitazioni dei contadini che sfociano nel delicato problema del brigantaggio che afflisse l’italia del sud.

 

 

 

Per lo spirito indomito dei cittadini Lancianesi, il nostro gonfalone venne insignito con la medaglia d'oro al valor militare il 25 settembre 1952, per le vicissitudini della rivolta armata del 05 e del  06 ottobre del 1943. La città messa sotto assedio dai nazisti in fuga, con un gruppo di ragazzi poco più che diciottenni, tentano di liberare le strade e il centro dalla morsa oppressoria al caro prezzo della propria vita. Alcuni di loro una volta catturati vennero torturati ed uccisi come monito sulle strade. Ancora oggi commemoriamo i “Martiri Ottombrini” sotto il monumento in ricordo dei loro nomi.